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Le posizioni che il corpo assume nell' Hatha Yoga si chiamano, in lingua sanscrita, Asana e , se pur

apparentemente sembrano, non sono solo esercizi ginnici. 

Le Asana possiedono innumerevoli finalità, si prefiggono di donare elasticità ai tessuti nel rispetto dell'equazione:

corpo : mente = corpo elastico : mente elestica

si prefiggono la comprensione del concetto tensione/rilascio, pieno/ vuoto, poichè in questa differenza ha sede l'abbandono di tutte le nostre tensioni psicofisiche.

La pratica dell'Asana diventerà un mezzo che ci aiuterà a conoscere a fondo il nostro corpo, ad imparare ad ascoltarlo percependone i bisogni reali, a creare una sintonia armonica tra i flussi del corpo , del respiro e dei nostri pensieri.

Nella quiete della mente impareremo ad ascoltare il linguaggio corporeo e per estensione impareremo a conoscere noi stessi.

La pratica costante delle Asana ci renderà duttili, malleabili, plastici, il Prana (Energia Vitale) comincerà a fluire liberamente nel nostro essere, ci ripulirà dalle tossine per accompagnarci al fine, la Meditazione.

La pratica di ogni Asana segue delle regole che è necessario rispettare, altrimenti quello che stiamo praticando non è Yoga.

Queste posizioni, una volta prese, vanno mantenute per un certo tempo nella FERMEZZA. E' scorretto parlare di immobilità perchè questo termine esclude ogni movimento, anche il respiro, che invece si compie in tutta la sua pienezza.

Nell'Asana sia il corpo che la mente trovano la fermezza e la quiete. La nostra attenzione si dirige ad ascoltare il flusso regolare del respiro, possiamo recitare dei Mantra.

La differenza tra la pratica di un principiante e quella di un avanzato è data dalla capacità di raggiungere e mantenere la fermezza dell' Asana per lungo tempo, capacità che solo un lavoro presente e costante ci fa acquisire.

Non pensiamo che in questa pratica sia indispensabile far assumere al nostro corpo posizioni acrobatiche, non sono affatto necessarie, potrebbero anzi crearci delle aspettative che non appartengono alla filosofia Yogica.

Le parole chiave di chi pratica questa disciplina sono accettazione, ascolto interiore, abbandono.Lo Yoga e' un attivita' millenaria Lo hatha-yoga è costituito da un complesso di esercizi fisico-ginnici, o âsana, e da esercizi di controllo della respirazione (più propriamente del prâna, «soffio vitale»), o prânâyâma, perfezionati nel corso dei secoli da generazioni di yogin.

La pratica dello hatha-yoga tende al raggiungimento dell'equilibrio psico-fisico, di una maggiore consapevolezza dei nostri processi vitali, fisiologici e, più in generale, del nostro corpo in ogni sua parte.



Come raggiungiamo tale equilibrio e tale consapevolezza? Con la pratica costante e regolare.

Se analizziamo infatti il significato del termine hatha, scopriremo che esso indica appunto «sforzo», «ostinazione», «pertinacia».

La pratica riveste quindi un'importanza fondamentale, andando a modificare lo stato mentale e fisico del discepolo.

Ecco alcuni dei più evidenti benefici:
miglioramento generale nello stato di salute;
maggiore calma e capacità di concentrazione;
tonificazione muscolare e miglioramento della mobilità articolare;
regolarizzazione del peso corporeo;
maggiore vitalità anche in età avanzata.

Ricordiamo però che uno dei principi fondamentali dello Yoga è di non ricercare i frutti delle proprie azioni (karma-yoga): la pratica andrà pertanto eseguita per sé stessa, senza preoccuparsi del risultato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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